Ti ho catturato/a con il titolo, quindi ora è il momento di usare un po' di gergo: quella che affrontiamo ora è una pillola di social marketing (via Facebook) applicato alla dimensione locale (ad es. una provincia o una città) di un punto vendita; la teoria e la tecnica varrebbero per qualunque tipo di punto vendita, ma nello specifico troverai esempi di applicazione per un bar, un parrucchiere ed un nail point. Sono idee che non richiedono una particolare padronanza tecnica, possono essere realizzate in proprio dall'imprenditore stesso e richiedono un budget irrisorio.
Non cercherò di spacciarle per un vangelo, e dovrai considerare il fatto che, di per sé, non esiste una soluzione vincente: spesso e volentieri una campagna (soprattutto on-line) parte in sordina e bisogna essere in grado di capire in breve tempo come raddrizzare il tiro, per trasformarla in una campagna di successo. Ma per raddrizzare il tiro, prima bisogna imparare a sparare.
L'argomento è vasto e complesso, soprattutto se non sai di cosa sto scrivendo, quindi lo affronterò in più parti. Oggi iniziamo con le basi: non sottovalutarle, leggi tutto e approfondisci gli argomenti sul Web, sarai più preparato quando entreremo (nei prossimi giorni) nel merito di "Cosa fare concretamente".
E ora che ti ho incuriosito/a, possiamo continuare!
Nozioni di Viral Marketing
Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero elevato di utenti finali. La modalità di diffusione del messaggio segue un profilo tipico che presenta un andamento esponenziale.
È un'evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna. [approfondisci su Wikipedia: "Marketing Virale"]
Perché usarlo?
Pensa a quando hai il desiderio o la necessità di acquistare un prodotto di qualunque tipo, da uno shampoo a un'auto nuova, passando per un cellulare: un ruolo importante, che lo si ammetta o no, lo gioca la pubblicità; al secondo posto ci sono le effettive caratteristiche tecniche ed economiche del prodotto in questione, che più costa e più richiede da parte tua una ricerca ed una valutazione di tutte le informazioni reperibili. Ma nella maggior parte dei casi, un buon 40% della decisione lo giocano le opinioni dei tuoi amici, ancora meglio se sono più o meno "esperti" o se addirittura hanno già acquistato a loro volta il prodotto e te ne danno un'opinione positiva.
Esatto: i tuoi clienti sono il miglior mezzo disponibile sul mercato. Della pubblicità o di una scheda tecnica, anche se il prezzo è a portata di budget, ti fidi sì e no al 40-50%. Di un referente che, spassionatamente, ti dà un'opinione positiva su un prodotto/servizio da lui provato, ti fidi al 75%. Se, poi, è un tuo amico, la fiducia sfiora il 100%. Non solo, chi ti parla bene di un prodotto (nella quasi totalità dei casi) non è pagato dal produttore.
Bingo! Se riesci a trasformare i tuoi clienti in veri e propri evangelisti del tuo prodotto/servizio:
- puoi fidelizzare la tua clientela: un cliente che ha l'opportunità di parlare bene di te, rafforza la sua idea positiva del tuo prodotto
- puoi incrementare i clienti: un cliente soddisfatto che coinvolge amici e conoscenti, ti porta una nuova clientela indotta che potrai a sua volta fidelizzare ed evangelizzare
- puoi far crescere il tuo business: se riesci a costruire questo circolo virtuoso (nuovo cliente > fidelizzazione > evangelizzazione > nuovo cliente > etc.), non ti preoccuperà più la normale e fisiologica perdita di clienti, anzi, sperimenterai regolarmente un piccolo incremento del tuo business. Non solo: fidelizzando ed evangelizzando periodicamente la tua clientela, costruirai una base su cui comunicare.
Devi sempre ricordare che la comunicazione è la base: puoi avere il prodotto/servizio migliore del mondo, o la promozione migliore fra i tuoi concorrenti, ma se nessuno lo sa, alla fine "non si fattura". Poter comunicare costantemente con i tuoi clienti nuovi e vecchi (anche quelli che magari hanno "mollato un po' il colpo"), aumenta ed ottimizza i tuoi incassi. Pensa a tutte le volte in cui avresti partecipato ad una promozione se solo lo avessi saputo.
Se hai un buon numero di clienti e non stai facendo viral, stai letteralmente sprecando un enorme potenziale gratuito.
Perché applicarlo on-line?
I social networks (anzi, parliamoci chiaro: Facebook, visto che Twitter in Italia non è ancora maturo e Google+ è stato lanciato una settimana fa) sono per definizione lo strumento più semplice ed efficace da utilizzare per fare viral, perché l'idea della rete di contatti e della condivisione di contenuti con i propri amici (base del marketing virale) è insita nello stesso concetto di "rete sociale".
Attenzione
Due semplici questioni da considerare:
a) come scrivevo l'anno scorso in un articolo su questo blog, il viral non è per tutti. Se il tuo è un prodotto/servizio di prima (ad es. il food&drink, in qualunque forma dal supermercato al ristorante passando per il bar, la salute o l'abbigliamento non specializzato) o "seconda" necessità (ad es. l'abbigliamento di un certo livello, il benessere, l'elettronica di largo consumo), il viral deve essere parte della tua comunicazione/pubblicità. Se, invece, il tuo prodotto/servizio risponde, ad esempio, ad una particolare necessità estemporanea, ad es. (e parlo per esperienza personale) un servizio di assistenza tecnica computer, piuttosto che la vendita di infissi e porte scorrevoli (prodotti e servizi di cui l'Italiano medio ha bisogno un limitato numero di volte nella vita), la fidelizzazione del cliente vale molto, ma una vera e propria operazione di viral marketing per te sarebbe dispendiosamente inutile (quantomeno in termini di lavoro speso).
b) l'obiezione che ho sentito su più livelli (dalla neonata azienda al direttore marketing di una media impresa) nel corso degli ultimi tre anni: "la nostra clientela non usa Internet", di pari passo con "su internet non ci passi tanto tempo". E' una sensazione molto comune (sempre meno, per fortuna), credo che sia dettata semplicemente dall'effettiva esperienza dell'interlocutore di turno, una sorta di "io non uso molto Internet, quindi presumo che i miei clienti lo usino ancora meno o addirittura per nulla", ma che non ha assolutamente riscontro nella realtà.
Qualche dato di esempio:
- il target uomini/donne 18-50 anni nella città di Milano e 1km di hinterland a cui piacciono i cani e/o i gatti corrisponde a circa 150.000 utenti attivi su Facebook
- su Facebook, in Milano città, ci sono circa 300.000 utenti uomini/donne 40-60 anni laureati
- su Facebook il 75% degli utenti attivi passa oltre 1 ora effettiva al giorno
- una buona campagna di annunci Facebook può raggiungere un CTR (Click Through Rate, il tasso di click rispetto alle volte in cui l'annuncio viene visualizzato da un utente) del 4%, cioè ogni 100 visualizzazioni l'annuncio viene cliccato 4 volte (rispetto alla media dello 0,1%)
Riassumendo, se il tuo è un prodotto/servizio di consumo, su Facebook troverai i tuoi stessi clienti e stai sicuro che ci passeranno abbastanza tempo da potersi permettere 5 minuti per parlare bene di te. Non solo: tutto ciò sta già succedendo e i tuoi clienti stanno già parlando bene di altri prodotti e servizi, quindi procediamo!
Cosa fare?
Questo lo vediamo nei prossimi giorni. Intanto, se ti va, puoi darci un feedback su quanto sia utile questa sezione:
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Stay tuned!


